Please select your page

CookiesAccept

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Cucina


La tradizione gastronomica parrese è ricca di piatti tipici, sia autoctoni che derivanti dalla tradizione bergamasca, spesso povera, ma nutriente e calorica, per dare la giusta energia per sfidare il freddo dell'inverno. Molti anche i formaggi prodotti direttamente in alpeggio. Continuando la lettura vedremo nello specifico ogni ricetta e prodotto tipico intanto sappaite che ogniuno di questi possiede  tre caratteristiche che li accomuna:

  • Realizzati secondo la tradizione
  • Prodotti naturali e biologici a KM 0, direttamente dal contadino o dall'allevatore
  • Ricette e prodotti sani e genuini

 

   Ricette e preparazioni


Formài de mut:

Si produce quasi esclusivamente durante i mesi dell’alpeggio (da qui il suo nome) in quanto in questo periodo la disponibilità di latte è maggiore e di maggior qualità.


La Formagèla:

La formagella è una tipica produzione casearia della montagna bergamasca, inserita nell'elenco nazionale dei prodotti tradizionali. Per la produzione della formagella, il latte viene lavorato appena munto conservando così la sua freschezza e gli aromi delle essenze dei pascoli montani, che danno a questo formaggio il suo caratteristico sapore. La formaggella è un formaggio grasso a pasta semicotta a media-lunga stagionatura (fino 1 anno).


Strachì:

Lo stracchino ha origini antichissime. In passato veniva prodotto al rientro dall'alpeggio con il latte delle vacche esauste e debilitate per il lungo cammino ed infatti il suo nome deriva dalla forma dialettale "strache” (stanche) in cui si ritrovavano le mucche al termine della transumanza. Lo stracchino è un formaggio a pasta cruda, molle a breve stagionatura, realizzato con latte intero vaccino.


Gnoc ‘n cola:

Piatto molto povero tipico della tradizione culinaria montana: questi gnocchi vengono preparati impastando solo farina e latte. Successivamente, grazie ad un cucchiaio, si ricava dall’impasto "un gnoc" alla volta e calato in acqua già a bollore. A fine cottura si condisce con abbondante burro, salvia e formaggio.


La Bérgna:

Più che un piatto è un’antica modalità di conservazione della carne di pecora: la carne viene ad essiccare al vento e protetta dalle mosche. Secondo l'antica modalità di lavorazione, la carne era salata a secco impiegando, oltre al sale, pepe in abbondanza ed erbe aromatiche. Si consuma cruda, tagliata in fette sottili, oppure suddivisa in piccoli pezzi ed arrostita sul camino.


Capù:

Si narra che un bambino di una povera famiglia contadina, vedendo i genitori vendere sempre i capponi ai signori ricchi, si lamentava con la mamma per il fatto che lui rimanesse sempre con la bocca asciutta di quella prelibatezza. La madre, stanca di vedere il figlio triste, ideò "i capù": prese una bella pallina di ripieno priva di carne, ma ben saporito e l’avvolse in una foglia di verza, la fece bollire e poi la presentò al figlio, che potè così gustarsi ance lui il suo "capù".


Scarpinòcc:

È impensabile parlare di tradizioni Parresi senza ricordare il piatto tipico per eccellenza, ossia un tipo particolare di casoncelli, chiamati "scarpinòcc", chiamati così per la loro forma che ricorda le scarpe di panno che le donne del paese cucivano per i propri figli e nipoti. Gli "scarpinòcc" si differenziano dai classici casoncelli sia nel condimento, costituito da burro e da formaggio in abbondanza, sia nel ripieno, che è rigorosamente di magro.


Sponsor

) echo $addcode ;?>